W i Killer…

Il dramma nel dramma, nel dramma, nel dramma.
Le vicende di Sarah son ancora lacunose e avvolte nella nebbia e solo il tempo ci potrà dire cosa e come. Però continuano a susseguirsi vicende satellite che rendono ancor più deprimente la vicenda.
Facebook.
Per l’ennesima volta il mondo social si distingue, nel male, per due atteggiamenti opposti, ma di ugual stampo, ovvero i gruppi a favore della morte dello zio mostro e quelli semplicemente a favore dello zio mostro, ovvero che inneggiano al suo… buon operato.

I secondi son stati subito cassati tutti dalla polizia postale, anche se alcuni (voci di corridoio) hanno raggiunto anche i 400 membri, con frasi da delirio. Peccato non esser riuscito a leggerne almeno un paio, adoro constatare di persona quanto la pazzia delle persone si spinge a creare.
I primi invece son tutti aperti, a centinaia ormai, ed inneggiano a morte, suicidio, percosse, sodomie carcerarie ecc per lo zio in questione.

Ora, seppur io sia favorevole alla morte per quell’individuo (anche se solo a processo avvenuto avrò la certezza della sua totale colpevolezza), i gruppi pro lapidazione son9o esattamente come quelli del secondo tipo, ovvero gruppi aperti per speculare e “far massa” su questo social network del cazzo. Son sentimenti che accomunano tutti, sia positivi che negativi, ma non c’è veramente alcun motivo per creare dei gruppi se non per sottostare alle regole del social, dove se sei visitato, seguito e hai tanti amici sei una persona importante.
Speculazione e basta su una vicenda che dovrebbe morire il prima possibile.
Ma perchè non vengono chiusi anche i gruppi che inneggiano alla morte di questo zio-mostro? Non hanno lo stesso contenuto di violenza degli altri forse? Oppure perchè sono moralmente e “socialmente” condivisibili si lasciano aperti, solo perchè è un modo di pensare più… comodo?
Eppure anch’io in qualche modo scrivendo sul mio blog mi sento corresponsabile di questo processo mediatico e partecipe di queste stesse regole social. Potrei tenermi i miei pensieri per me stesso.

Non lo so quindi… son situazioni che ci dovrebbero far pensare, sia l’omicidio che questo movimento “social”, ma dubito che ci sarà realmente una presa di coscienza almeno sul piano personale.
Eppure a questa situazione ci sto pensando da 4 giorni.

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