Un passo indietro nel cosmo…

Un pezzo d’Italia sull’ultimo Shuttle – Corriere della Sera.

Con l’8 marzo 2011 andrà in pensione una “parte” della storia umana nel cosmo, o meglio, attorno alla nostra bistrattata terra, ovvero l’ultimo volo dello Shuttle. Tralasciando la parte del tutto patriottica legata al modulo Leonardo e per la quale vi lascio all’articolo, volevo soffermarmi sull’involuzione che è avvenuta in questo periodo a livello di conquista spaziale.

Con l’accantonamento delle navicelle tipo Shuttle, rimarranno colo i moduli sovietici a far la spola con l’ISS per il trasporto dei beni e del personale. E per ora sarà così in quanto l’a Nasa ha si in ballo molti nuovi progetti per altre navicelle come lo Shuttle, ma in realtà non sta per “produrre” nulla di nuovo e per qualche anno sarà ancora così. E penso sia dovuto alla crisi attuale dei mercati e la mancanza di dindi. Sia quel che sia comunque si tratta di un’involuzione, un passo indietro, e lo sarà anche e comunque anche se al posto delle agenzie spaziali arriveranno facoltosi spendaccioni stile Virgin.

Purtroppo servono dei motivi e degli obbiettivi per un’espansione nel cosmo. Per ora, ora come ora, l’ISS e le Soyuz son più che sufficienti per portar avanti studi, esperimenti e test di nuovi materiali, che è, ormai, l’unico motivo che ci tiene in orbita.

Altri motivi possono averli i Cinesi, con i loro Taikonauti, che si affacciano prepotentemente sul mondo e vogliono farsi notare, ma noi ormai? Penso che ormai in campo ad un centinaio di anni bisognerà esser anche stabilmente su altri pianeti, o nel lato “al sole” della luna, insomma… espanderci. Ma forse sarà attuabile solo con un cambio di “rotta” a livello mondiale. Se il capitalismo e il comunismo in lotta di hanno portato dove siamo, chi o cosa ci spingerà oltre?

C’è chi (i Russi e gli europei) si stanno muovendo verso Marte, partendo con programmi molto terra terra, tenendo rinchiusi in un vascello di prova le persone che dovrebbero affrontare il viaggio andata e ritorno… svariati mesi rinchiusi… anche questo va studiato, ma… ma… con cosa ci muoveremo, ancora razzi? Ancora capsule? Non è forse il momento per poter costruire dei nuovi velivoli (senza chiamarli apertamente astronavi) che possano esser serializzati come gli Shuttle, ma con capacità, manovrabilità, affidabilità e motori atti a viaggiare fra pianeta e pianeta?

A quanto pare no, si torna ai razzi e alle capsule.

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