Contro la recessione… il cannibalismo.

L’italiano medio è alla canna del gas o, molto probabilmente, si sta ingegnando in nuovi modi meno costosi per ammazzarsi, data l’impennata del prezzo del gas (e della corrente e della benzina e dei mezzi di trasporto pubblico e dell’acqua…). Fra non molto non avrà nemmeno i soldi per uccidersi e si farà morire di tedio ed accidia.

Son alcuni giorni infatti che sento anche ai TG racconti e cronache di cose che già so da tempo, ovvero di giovani che non hanno un futuro, di famiglie che non arrivano nemmeno al 21 del mese, di decisioni drastiche prese per andar avanti e sopravvivere… di arrangiamenti vari. Ecco in questo siamo dei maghi in Italia, l’arte dell’arrangiarsi forse viene da noi ed ha una sua musa ispiratrice mai citata nei testi antichi. Sia quel che sia tutte queste persone per andar avanti son costrette ad attingere da altre fonti i soldi che mancano e solitamente sono i soldi accantonati, le case dei genitori da vendere o proprio i beni di nonni e genitori, accumulati in anni in cui in Italia si poteva metter da parte (ed eravamo si grandi risparmiatori). Insomma si da fondo a quello che si ha per riuscire a mantenere uno stile di vita forse troppo largo e “pompato” dalle aziende, ma pur sempre lo stile di vita attuale. Eresie, orrori e quanto di più ci possa essere, ma siamo costretti a mangiarci quel poco che ci resta ed appoggiarci ai nostri. Persino io sfrutto una delle case dei miei a Pavia e pago un affitto simbolico a mio zio a Milano, altrimenti non riuscirei con quello che prendo ad andar avanti allegramente come ora… e non son di certo uno che butta i soldi.

Dove arriveremo quindi? Una generazione basterà benissimo a sfiammarsi tutti i patrimoni accumulati in 3 generazioni con il ritmo che c’è adesso e poi? Fallimento dell’Italia? Morte degli italiani e lenta invasione di arabi, cinesi, indiani ecc, gente abituata a viver con molto meno? Forse si, ci estingueremo, se non ci ammazzeremo prima da soli con le solite guerre dei poveri.
Pil in caduta libera, tagli all’istruzione e alla ricerca, giovani senza un lavoro… la strada per la dissoluzione dello stato italiano è stata imboccata da tempo e, temo, che anche l’ultima svolta sia stata superata da tempo.

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