Il fine burlone…

Il fine burlone… ovvero l’Altissimo per me (quello che è la vostra divinità per voi) è appunto, ne son quasi certo, una persona piena di humour in quanto ci da la possibilità di fare o di dire castronerie immense. Oltre al fatto che, per me, anche se siam noi stessi i fautori del nostro futuro e della nostra fortuna, ci mette del suo per prenderci in giro.
Io poi lo dico da sempre, sono un pochetto sadico, ma ultimamente ho a che fare con delle storie, delle notizie e dei comportamenti da parte di altre persone, che son realmente allucinanti, scabrosi, macabri oppure psicologicamente distorti. Ci rido, anche molto devo dire, perché mi piace in fondo veder come il resto delle persone cerca di divincolarsi da tutte le brutture (o forse per esser più preciso ne godo realmente), fino a quando non incappo io stesso in questi schemi contorti e burleschi della vita. Ma anche qua me la cavo egregiamente, non ho una gran considerazione di me stesso e quindi posso incassare anche brutalmente tutto quello che mi piomba addosso, cercandovi o adducendo ad esso qual si voglia “utilità” nel subire, ingoiare e proseguire oltre. Strano, troppo, a volte anche io sento qualcosa dentro di me che si incrina, o che si rompe con un suono sordo. Resto in attesa di sentir i cocci di vetro cader per terra e frantumarsi ulteriormente con un suono che nel reale adoro, ma non sento più nulla.
Ed allora mi accorgo di esser sospeso su un ponte di cristallo nel nulla, senza un capo, senza una fine, senza un fondo sotto di me e senza alcun punto di riferimento sopra o attorno a me. Per questo i pezzi fanno rumore all’inizio e poi non si sentono più.
Forse per questo poco mi accorgo di quello che perdo e, di rimando, nessuno la fuori sente un frastuono perpetrato a lungo e si rivolge a me in qualche modo.
Mi volto spesso, più di quanto guardo avanti, e anche se a volte non mi accorgo di perder in quel momento qualcosa, subito al passo successivo, quando mi volto, vedo che manca qualcosa.
E il percorso, per quanto ricordi, è completamente e assolutamente diverso da quanto possa esser una strada dritta e perfetta.
Mi chiedo come faccia a non crollare il ponte si tanto discontinuo, ma so già la risposta.
Dall’altra parte del vetro c’è qualcuno che spinge e mi tiene su… per ora.
Capite come mai è tutto così assurdo?
Un fine burlone che butta sulla nostra strada di tutto e non aspetta che noi inciampiamo sulle cianfrusaglie buttate, sulle tentazioni, sulle montagne, sulle morti e le delusioni.
Tutti hanno del loro, solo questo mi da conforto e mi fa ridere di gusto.
Ma anche le risate non hanno un ritorno in questo vuoto.
Il vostro ponte sospeso è così tetro?

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