La possibilità di esprimersi…

…penso possa esser certe volte tanto utile, quanto inutile. Un blog può esser un buon esempio, tanto in un senso che nell’altro. Personalmente posso trovare questo mio blog utile per scrivere (scrivo tanto anche altrove) e per poter dar semi-libero sfogo (non vado proprio a ruota libera) ai miei pensieri ed alle mie percezioni di questo oscuro pianeta.
Lo trovo utile perché metto alla virtuale disposizione di tutti, il mio pensiero e questo da quel qualcosa in più per poter scrivere ancora di tutto, senza schemi, senza le precise disposizioni di un format, quale può esser un Blog sul calcio, sulla cucina o sul sesso di gruppo.
D’altro canto però, questo blog può esser completamente inutile. Inutile perché alla fine non legge o non controbatte nessuno, insomma, si tratta di un’ennesima serie di parole e pagine scritte nell’immensità della mamma rete. Perse in qualcosa di impalpabile ed impercettibile, se non per chi, nello specifico, può cercare qualcosa ed imbattersi per puro caso in questo blog, in queste mie parole.
Nehandertal Blog è quindi un po’ vittima di se stesso, di me insomma, e del mio esser aperto a molti pensieri, senza limitarmi ad un concetto o un’utilità che attrarrebbe inevitabilmente lettori.
Ma questo non mi importa alla fine, si tratta pur sempre di qualcosa che è utile a me, che mi piace fare e che riempie anche lunghi momenti delle mia giornata.
Mi esprimo quindi, come fanno molti, come fanno praticamente tutti, ma non sono utile a nessuno se non a me stesso. Per questo, almeno io, anche se non condivido un pensiero, cerco di lasciar un segno del mio passaggio su altri blog.
Mi esprimo io, si esprimono loro, certe piccole cose possono servire, tanto più che nel mondo attuale tutti possono permettersi di aprire più o meno a vanvera la bocca producendo suoni o scrivendo frasi. Suoni e frasi, ecco cosa significa esprimersi oggigiorno. Suoni e frasi che restano tali per qualunque passante non interessato all’argomento o che non trova un argomento in quello che stai dicendo, ma che assumono un senso e soprattutto un valore per quelli ti ascoltano perché vogliono o perché devono.
Quante parole quindi buttiamo al vento e per quante poche persone esse valgono veramente il fatto d’esistere? Poche, ben poche a meno che tu non sia il presidente degli Stati Uniti d’America o qualcosa di simile ad un Papa (no… io papa Mazzingher non se lo caga nessuno… esempio sbagliato).
Tanto vale comunque scriverle no?

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