Non c’è due senza tre…

… il detto è il solito, non c’è 2 senza 3, frutto di secoli d’esperienza popolare. Tale detto può esser esteso a molte cose, fra le quali anche le persone.
I comportamenti spesso son recidivi, tanto quanto gli atteggiamenti e gli errori. Spesso comunque si cerca di evitarli, attingendo alla propria memoria storica. Altre volte no, non si riesce ad esser sufficientemente lucidi per farlo o… oppure si è realmente dei pazzi malati.
La storia contemporanea ne è la conferma e, ovviamente, gli esempi più lampanti son quelli dei nostri politici sulla cresta dell’onda. Non voglio però ora parlare di loro, ma di un fatto capitato qualche giorno fa, che tocca da vicino qualcuno che conosco.
Tale persona, alla quale voglio alternatamente bene, è vittima di se stessa. Con due persone, ed ora una stessa, sta ripetendo gli stessi errori consci o inconsci, che la portano ad essere frustrata, perseguitata, odiata ed abbandonata da se stessa e, quindi, anche da chi ama o la ama o le vuol bene. Tre esempi che ho in mente, ai quali ho partecipato indirettamente (o direttamente) e che si stanno ripetendo nello stesso identico modo. Stesso iter, stesse situazioni, simili parole.
Non sto qua a dite chi o cosa nello specifico, ma l0errore è ripetuto e protratto nel tempo. Quello che cambia è l’interlocutore e la sua reazione. Tre reazioni differenti che passano dalla resistenza coatta, all’incazzatura, alla violenza, alla sottomissione ecc.
Ora, senza analizzare la situazione, ma il caso d’esempio, quante volte incorriamo in modo tanto brutale, quanto fine e meticoloso, in errori autodistruttivi (or penso volontari) che ci fanno cadere negli stessi oscuri oblii mentali? L’essere umano è così tanto oscuro, simile a se stesso e ripetitivo tanto più nel dolore che nella felicità?
Fossi una persona oscura e cospirazionista, ne vedrei un seme virulento che infesta l’umanità intera, qualcosa di sovrannaturale o predeterminato tale da farci concorrere in modi diversi a simili stati di dolore… manco fosse il manga Bastard!! …di Kazugi Hagiwara… (oh diavolo si, sono oscuro, ma…)… ma più semplicemente son convinto che tutto questo sia fortemente legato alla società ed alla forma mentis comune che avvolge le nostre, monotone, vite.
Per il mio esempio ormai… non c’è più nulla da fare se non come soluzione la morte, l’apoptosi oppure qualcosa di estremamente violento, atto a cambiare la vita in modo significativo (si, proprio violento intendo, qualcosa di radicale e doloroso). Personalmente però, per me ed anche per chi cazzo voglia per se una situazione migliore, penso che mi batterò per non esser il solito coglione e non perder nulla… o nessuno.

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