L’altalena dell’oro nero…

… non si ferma mai, ma, per sua natura, è un’altalena noiosa, fatta di tanti rialzi e pochi ribassi. L’oro nero, ma come ora tale nome ha significato così tanto, continua a crescere, non tanto al barile (si mantiene su livelli si alti, ma non eccessivi… se ne son visti di peggiori), ma alla pompa.

Ora, può sembrare anche ilare, ma alla pompa di benzina stanno succhiando molti… soldi. Come tassazione indiretta il 70% di tale importi (superato il tetto di 1,90€ per litro di verde e si corre verso i 2€) è una cosa assurda e continua a salire. Ultimi due rincari in tal senso sono state le accise per l’ultima alluvione (alluvione,. Si… va beh) in Liguria (ma queste accise son solo locali) e l’iva dal 20 al 21%. Pensando che comunque l’iva salirà al 23% a fine ottobre 2012, il tutto sfonderà facilmente i 2€ al litro.

Eppure si continua a salire. Giusto 2 giorni fa ho fatto il pieno alla macchina e mi è costato la bellezza di 13€ di più dell’anno scorso… da gennaio 2011 con 1,36€ al litro a marzo 2012 con 1,89€ al litro… il rincaro è assurdo, abissale. La media annua del costo al barile è dai circa 107 al barile dell’anno scorso (94 a gennaio 2011, unico caso sotto i 100€ al barile) ai 110,46 dollari al barile (fonte http://dgerm.sviluppoeconomico.gov.it/dgerm/costogreggioanno.asp?anno=2012) del 2012 a gennaio. Un rincaro per nulla elevato al prezzo di partenza, per le quali l’aggiunta delle accise NON giustifica il rincaro massivo di 60 centesimi al litro. Per nulla. E questi miei calcoli sono assolutamente “spanno metrici” per cui all’atto pratico il risultato non varia di così tanto. Insomma, speculazione, e siamo a marzo.

Attendo infatti il periodo estivo, ove le stangate si faranno sentire eccome. Quindi, che fare? Oltre all’imporsi di tagliare le spese di trasferimento, i movimenti, pensare a forme di trasporto alternative, o energie alternative, tali rincari peseranno comunque in maniera sostanziosa nel paniere degli acquisti di tutti i giorni, dato che il 79% dei trasporti sono su gomma e, comunque il 98% degli stessi lo è almeno nel tratto finale su gomma. Per non parlare della produzione a monte, senza contare i derivati del petrolio che, comunque, sono quelli che subiscono solo il diretto rincaro del “barile” e non i rincari secondari e indiretti.

Insomma, tutto andrà a costare di più (anche il riscaldamento ovvio). Con tali premesse si avvicina l’estate e la necessità di staccarsi il più possibile da questo “oro nero” verso fonti alternative è sempre più impellente. Anche se questo vorrà dire, ovviamente, rinunciare alla mia amata moto, ma se va avanti di questo passo, resterà a lungo chiusa nel box causa costo della benzina.

Il prossimo passo diretto? Non credo sarà una mobilità ad idrogeno o elettrica, ma a oro liquido o a lambrusco… costano di meno…

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