La ruota del benessere…

… è ormai un fattore ben presente nella nostra vita quotidiana. Ogni cosa a livello micro e macroeconomico è frutto di una serie concatenata di azioni. La legge del caos (nello specifico l’effetto farfalla)  secondo la quale un battito d’ali di farfalla in Italia potrebbe scatenare un uragano in Giappone è realmente applicabile al campo economico, per il quale molte cose possono inficiare o aver effetti a lungo termine su un titolo o su un bene, indipendentemente da quanti fattori si possano tener conto e indipendentemente dalla validità dello stesso.

La teoria del caos è stata anche utilizzata nelle critiche al Capital asset pricing model (CAPM). Il CAPM basa i suoi principi sul modello del mercato efficiente (IME), mentre la Teoria del caos contesta i principi di questo modello e la figura dell’investitore razionale, e soprattutto che il prezzo di un titolo sconti immediatamente tutte le informazioni che pervengono dal titolo stesso.

Secondo i teorici gli investitori non reagiscono alle informazioni man mano che le ricevono, ma hanno memoria dei fatti passati, di quello che è accaduto. I mercati funzionano secondo un’ottica dinamica e non lineare. Viene contestato anche l’indice beta, per le difficoltà che incontra da solo a misurare il rischio di un titolo. Troppi sono i fattori che possono inficiarlo e le diverse modalità di calcolo complicano ancora di più la questione. Viene proposta l’esigenza di avere altri indicatori, come l’indicatore h che distingue una serie causale da una normale. Se ha valore uguale a 0,5 è causale, se maggiore sarà di tipo non normale.

(…)

Effetto farfalla è una locuzione che racchiude in sé la nozione maggiormente tecnica di dipendenza sensibile alle condizioni iniziali, presente nella teoria del caos. L’idea è che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema.

da wikipedia

Quindi, purtroppo, molte cose possono spinger la ruota del benessere in un senso o nell’altro. Ieri ho accennato, perso nel flusso dei miei pensieri, che l’IMU potrebbe scatenare una reazione a catena tragica su tutte le persone per quanto riguarda il capitolo abitazione. Ed è vero.
Ma pur usandolo come esempio, vi son altre condizioni che, nel medio breve periodo, comparteciperanno a portare  d un impoverimento generale noi italiani, con conseguenze a catena che si ripercuoteranno nuovamente su di noi, in una sequenza auto innescante continua.
Il classico discorso di meno soldi, meno spese/investimenti, meno introiti, meno stipendi/posti di lavoro, meno soldi … e così via.

Il discorso, ovviamente, si basa e si regge soltanto in quanto la nostra civiltà è una civiltà consumistica che crea di continuo necessità per dar spinta ai mercati. In altre occasioni non vi sarebbe un innesco a catena dell’impoverimento delle masse.

Quindi è purtroppo evidente che, in soldoni,… soldi ce ne saranno sempre di meno e lo stato con le sue nuove tasse non aiuterà di certo. A fronte infatti di guadagni sulla carta più abbondanti in tasse, in realtà si tradurranno in guadagni minimali in quanto vi sarà un consumo decisamente minore del bene tassato. E manca ancora il salto dell’Iva dal 21 al 23%, per il quale, miei cari, se dovete fare un acquisto di un certo costo, vi conviene farlo prima della fine di settembre.

Il prossimo periodo sarà nero.

Già il valore del mattone è stato intaccato di molto (e con esso le “riserve” di meni degli italiani che nel mattone  hanno il loro bene rifugio). Il prossimo passo sarà la perdita del valore del denaro.

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