La (giusta) furia omicida di Delio Rossi…

… si è scatenata il 2 maggio un po’ goffamente su Adem Ljajić reo di lesa maestà nei confronti dell’allenatore, con ingiurie e applausi sarcastici. Sapete cosa vi dico? HA FATTO BENE l’allenatore a incazzarsi pesantemente e il mio pensiero è racchiuso in queste le parole di Di Canio, notoriamente testa calda, spesso fin troppo una persona, come dire… di cuore, ma che comunque dice anche cose giuste:

“Un ragazzino che viene tolto dopo mezz’ora che non corre, che non dimostra amore per la maglia, che non si impegna si permette di applaudire e sbeffeggiare l’allenatore e dopo che gli è stato detto di smetterla continua a prenderlo per il culo. Un allenatore che se perde le partite in campionato e non raggiunge l’obiettivo viene insultato dai tifosi e sgridato se non esonerato dalla società. Non esiste che tu a 19 anni ti permetti di offendere una persona più grande di te, con più esperienza, un uomo vero che non tradisce i suoi giocatori. Ti viene chiesto di praticare per un’ora e mezzo al giorno lo sport più bello del mondo e tu quando giochi cammini. Non esiste, sto tutta la vita con Delio Rossi, non per i cazzotti ma perché è un uomo vero!” [Paolo Di Canio]

…ecco, qu questo vorrei soffermarmi.
Persone ben pagate… molto ben pagate, che si permettono di lavorare alla cazzo, dovrebbero aver come minimo vergogna di come svolgono il loro lavoro e non uscire incazzati e prendersela con l’allenatore.
Ce ne son state tante, ma tante di situazioni dove i giocatori escono, insultano l’allenatore… fanno i capricci insomma e sempre a torto. Se hai da dire qualcosa al tuo allenatore, lo fai fuori dal campo. Dentro stai ai suoi ordini.
Poi Rossi ha sbagliato o, meglio, è andato dalla parte del torto aggredendo il giocatore. Magari sarebbe stato molto più eclatante allontanarlo dalla panchina chiedendo al 4° uomo di allontanarlo e magari per quel gesto sarebbe stato applaudito pubblicamente.
Però ha reagito dando uno sganassone a Adem Ljajić. Questa situazione mi è sembrata tanto quella che avviene giornalmente a scuola, ove il ragazzino indisciplinato, stronzo e indolente, si prende una nota o uno schiaffo dal maestro, poi va a casa, piange dalla mamma e il maestro va nei guai.
Non dico che la “violenza” va incentivata, ma diamine, se la mia maestra mi dava uno schiaffo o una nota per giusti motivi e veniva a saperlo mio padre… beh, a casa mi aspettava un altro schiaffo e il resto della punizione.

Insomma abbiamo e avremo a che fare sempre più con giovani indisciplinati.

Quindi, bravo Rossi, hai fatto bene, ma hai sbagliato comunque…

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