Deposito di gas e terremoto? Forse…

… le due cose hanno una relazione fra di loro (parlo del terremoto della scorsa settimana nell’Emilia) o forse no. Questa è la mia risposta ad un post di un altro blog (eh gia, a volte scrivo a raffica, che mi dispiace “perder” i miei commenti in giro per la rete senza tenermeli belli stretti ^^) scritta alcuni giorni fa, rispondendo a chi indicava una relazione fra un deposito di gas in quella zona e l’ondata sismica avvenuta. Relazione che, attualmente, non c’è (salvo, come commento poi, alle solite smentite all’Italiana, dove in realtà si è fatto qualcosa, ma ben celato a tutti):

http://altocasertano.wordpress.com/2012/05/22/terremoto-emilia-romagna/

Il primo commento, a breve giro d’orologio dopo il terremoto, delle aziende implicate nei test per vedere se è possibile stoccare il gas in quella zona, è che… non hanno ancora incominciato (in effetti è vero).
Quindi diciamo che c’è stato allarmismo a riguardo, giusto allarmismo direi, dato che la zona è proprio quella.
Piu che altro eviterei di dar la colpa a prescindere a tali aziende… vediamola sotto il punto di vista che, data la rinnovata sismicità della zona, non si farà nessun deposito.

Affronterei anche un altro aspetto, ovvero che le mappe sismiche in Italia son si vecchie, ma non così tanto. Lo dimostra il fatto che sapevano che in quella zona è presente una …chiamiamola impropiamente “cavità”… che poteva esser predisposta allo stoccaggio del gas naturale, il che significa che siamo presenti a strutture geologiche che, in una pianura alluvionale, son frutto di un cedimento della parte più superficiale della piccola placca appenninica (la cavità per lo stoccaggio era attorno ai 2550m o poco più profonda). Quindi certi dati sono ben noti, come, a quanto ho letto, l’innalzamento negli scorsi mesi della falda, anche di 3 metri,.
Insomma, tanti dati e punti di vista che indicano una predisposizione della zona a instabilità.

Ora, che sia o meno una cosa utile un deposito di gas si vasto in Italia è ovvia, meno la locazione e, a questo punto, direi per fortuna che non hanno stoccato nulla li, altrimenti, comunque, non è che sarebbe esploso tutto, ma il terremoto sarebbe stato diverso (non conosco a fondo le dinamiche dei fluidi o dei gas per potermi esprimere meglio a riguardo e quindi non lo farò), magari accentuato.

Interessante anche vedere l’applicazione delle microcariche per le rivelazioni sismiche dei depositi petroliferi e gassosi, applicate anche per la ricerca di cavità o depositi rocciosi atti al contenimento di gas, ma in questo caso, salvo smentite all’Italiana, non sembra esser stato ancora attuato in quella zona.

Quindi, almeno personalmente, porrei il punto della questione su quanto “accuratamente” possano esser scelte determinate locazioni per determinate infrastrutture in Italia (anche il deposito all’atto pratico è una serie di infrastrutture), sulla base di mappe vecchie, dati fallati o scarsa comunicazione fra enti e aziende, quando certi punti potrebbero esser benissimo gia ora individuati come maggiormente sismicie quindi aggiornata la mappa sismica Italiana.

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