La morte ti da dignità:

http://www.corriere.it/esteri/12_agosto_22/dopo-richiesta-di-eutanasia-rifiutata-muore-uomo-paralizzato_07294338-ec52-11e1-9004-4e22268e2993.shtml

… il pensiero e la domanda son la stessa cosa, ovvero, è lecito o meno consentire il suicidio assistito per persone che, in condizioni fisiche disperate, richiedono l’eutanasia?

Secondo me si, perchè tanto quanto la lucidità mentale della persona in questione (Tony Nicklison), l’ha portato più volte a richieder per se l’eutanasia, non riuscendo a sopportare oltre la sua situazione, tanto la stessa medesima volontà spinge persone come Stephen Hawking a proseguire ed a impegnare la propria vita in altro, vedi ricerca e studio ad esempio.

Volontà, lucidità e ragione DELLE PERSONE CHE SUBISCONO l’impossibilità di guarire dal loro male. Penso che sia tutto li dentro, in questo pensiero, in questa realtà, perchè è solo un loro “problema” e solo loro sanno come possono o vogliono affrontarlo.
Quindi, anche se credente, penso perchè non si possa dar loro la possibilità di decidere della loro vita a fronte delle disponibilità sociale e morale di una persona che possa ssisterli o sostituirsi a loro nell’eventuale decisione di morire, vedi un dottore ad esempio.

Il resto è demagogia e perbenismo secondo me. A loro la scelta.

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2 pensieri riguardo “La morte ti da dignità:

  1. La vita va vissuta con energia, volontà di viverla e superare le difficoltà. Se non ho voglia di viverla, la vivo passivamente e soffro consapevolmente. E’ giusto che io vi rinunci. La vita non mi deve essere imposta. La vita cos’è? E’ una tortura? Dovrebbe tendere alla gioia!

    1. …ed è questo il punto. Una persona dovrebbe esser sempre libera di disporre della sua vita, indipendentemente da quanto la religione in generale possa reputarlo errato e indipendentemente anche da quanto noi stessi possiamo ritenerlo giusto o sbagliato (ad esempio io son attaccato con le unghie alla vita). Spessi infatti non vi son realmente soluzioni o alternative e questi casi ne sono l’esempio. Se un malato terminale o un tetraplegico o peggio richiedono di poter morire, ritengo quindi che in coscienza loro possano e debbano decidere di se stessi.
      Forse però penso che sia corretto che vi sia la possibilità, ma solo dopo qualcosa come una perizia , atta semplicemente ad appurare che la persona in questione sia in grado di intendere e di volere, prima che succedano casi ove persone poco oneste possano spingere un malato alla pratica dell’eutanasia per scopi o fini loro e non per scelta consapevole del malato. Accertato questo, la vita è solo loro.

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