Era meglio il peggio?…

… questo è quello che mi sto chiedendo da qualche mese a questa parte, riferendomi a tutti quei paesi appena liberati dalle dittature e dai padroni assoluti come Iraq, Afghanistan, Egitto, Libia… solo per citarne alcuni recenti. Che poi… liberati… sappiamo benissimo quali siano le mire e gli interessi delle potenze occidentali, USA in testa, per esser intervenute/i direttamente o indirettamente in queste ribelioni democratiche.

Gia, democratiche… quanto io sono Interista (senza offesa agli interisti ma è per usare un giusto paragone per assurdo). Stiamo vedendo infatti quanto tali ribellioni si siano rivelate democratiche, infatti si va dalla cancellazione di alcuni diritti fondamentali, sopratutto per le donne, l’instaurazione di classi politiche estremiste, l’involuzione verso nuovi paesi FULL ISLAM, l’ingovernabilità generale del paese in questione, la chiusura dei rapporti con il “diavolo americano”… o più o meno con l’occidente.
Son valsi veramente tutti gli sforzi sostenuti per liberare queste…bestie? Non mi riferisco con bestie alle persone in quanto tali o in quanto appartenenti ad altre religioni, ma con bestie intendo le masse tumultuose e sentimentali delle persone che perso ogni giogo ed ogni rigore si lanciano a testa bassa su tutto, istigate e fomentate dal primo pirla carismatico che incontrano, che esso sia un politico, un fanatico o un religioso.

Stiamo assistendo a vere e proprie ondate di violena inaudita e di regressione sociale che non hanno limiti. Dal mio punto di vista è anche interessante cercare di capire come la follia umana possa esprimersi in questi casi, cieca e sorda anche verso argomentiche prima poteva concepire. Per quanto Al Qaeda possa esser o meno coinvolta ad esempio degli scontro violenti di ieri dove l’ambasciatore USA è stato ucciso a Bengasi, se realmente tale persona era una figura vicina alla popolazione, come mai è stato ucciso in modo così barbaro?

Queste bestie mitologiche senza testa (in apparenza), ma con tanti cuori sono senza un freno e, non essendo abituate all’autogoverno (o, meglio all’esser schiavi di persone votate per finta da loro… come noi insomma) che comunque una volta che è ben avviato assicura una certa stabilità, stanno impazzedo.
Quindi è stato veramente un affare uccidere Gheddafi e Saddam? Spodestare Mubarak? Per ora sembrerebbe di no, anzi, abbiamo perso le persone di riferimento nel bene e nel male di quel paese, quando eravamo certi che se una cosa succedeva era copa di… oppure era per il volere di… oppure era con lui che si doveva parlare per…
Non vi sondimostrazioni per ora di qualcosa che sia meglio dei dittatori prima presenti. E temo che non sarà affatto come è successo da noi, in Italia, dopo che con la caduta del Fascismo in un tempo relativamente breve abbiamo sistemato il sistemabile e siamo partiti nuovamente con l’autogoverno unitario. Da noi la nostra più evoluta società ha permesso di non cadere in uno stato papale ad esempio (ed anche qua, seppur io sia di strette vedute certe volte, specifico che, con evoluta società, intendo che veniamo, come paesi, da secoli e secoli di storia nazionalista più o meno “laica”, mentre i popoli prima citati son giovani ed inesperti, ancora molto plagiati dalla religione, che dovrebbe SEMPRE esser avulsa dal terreno, dallo statale).

Per rispondere alla mia domanda… no, forse era meglio aver a che fare ancora con un Saddam o con un Gheddafi per quanto odioso potesse essere e cercare di lavorare sul personaggio per una transizione differente verso l’autogoverno,qualcosa di controllato sia esternamente che localmente e non lasciare allo sbando un popolo senza più alcun vincolo. Son convintissimo che almeno su Saddam si poteva lavorare molto di più di quello che è stato fatto e mi auguro che l’interesse più o meno velato della Russia sulla Siria che le sta facendo dir di no su un intervento diretto dell’Onu, possa esser parimenti una possibilità per fermare l’escalation di terrore/omicidi e virare verso un governo di transizione forte comunque di una presenza ingombrante come Assad. Nel senso che una figura laica di spicco, pesante, che sia buona o dittatoriale, dev’esser presente per gestire a dosi sempre maggiori una libertà verso il popolo. Il problema è proprio nella mancanza di un leader, di una persona che con carisma e presenza evidi derive totalitariste ed estremistico-religiose, altrimenti il popolo non imparerà a gustare le libertà sociali, politiche e governative e, privato delle redini, seppur oppressive, che lo costringevano a muoversi, farà qello che sta succedendo e che è successo in tutti quei paesi recentemente “liberi”…
Mi piacerebbe ascoltare altri pareri…

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