Servirebbe anche in Italia un 5 Novembre…

http://www.youtube.com/watch?v=qo-2RUc_cQI

Buona sera, Londra. Prima di tutto vi chiedo di scusarmi per questa
interruzione. Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine
quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della
ripetizione. Ne godo quanto chiunque altro. Ma nello spirito della
commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente
associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta
vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare
risalto a questo 5 novembre, un giorno ahimè sprofondato nell’oblio, sottraendo
un po’ di tempo alla vita quotidiana, per sederci e fare due
chiacchiere.
Alcuni vorranno toglierci la sicura, sospetto che in questo
momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini
armati. Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le
parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere
al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all’affermazione della
verità. E la verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo
paese.
Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una
volta c’era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto
più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi
costringono ad accondiscendere a ciò. Com’è accaduto? Di chi è la colpa?
Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di
tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole.. non
c’è che da guardarsi allo specchio.
Io so perché l’avete fatto. So che
avevate paura. E chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie. C’era una
quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la
vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La paura si è impadronita di
voi, ed il Caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all’attuale Alto
Cancelliere, Adam Sutler. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro
silenzioso, obbediente consenso. Ieri sera ho cercato di porre fine a questo
silenzio.
Ieri sera io ho distrutto il vecchio Bailey, per ricordare a questo
paese quello che ha dimenticato. Più di quattrocento anni fa, un grande
cittadino ha voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il 5 novembre. La
sua speranza, quella di ricordare al mondo che l’equità, la giustizia, la
libertà sono più che parole: sono prospettive. Quindi, se non avete visto
niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti, vi consiglio di
lasciar passare inosservato il 5 novembre.
Ma se vedete ciò che vedo io, se
la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo
di mettervi al mio fianco, ad un anno da questa notte, fuori dai cancelli del
Parlamento, e insieme offriremo loro un 5 novembre che non verrà mai più
dimenticato.

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