C’è chi l’acqua la gestisce in casa…

… e sono i nostri cugini d’oltralpe, che risparmiano un botto. Questo articolo del Corriere, merita una riflessione anche da parte mia. Da noi si sta svolgendo una gara al vendere i beni dello stato ai privati, la così detta privatizzazione, iniziata con l’Eni ed arrivata fino ai giorni nostri con una proposta di legge, poi per fortuna bocciata in referendum, di dar in gestione ai privati la rete idrica o, meglio, dar la possibilità ai comuni di farlo.

Di fatto l’idea di per se non è del tutto errata. A fronte di un servizio pubblico scadente, un privato può proporsi di erogar lo stesso servizio, ma meglio.
Solo in teoria.
Perché in pratica da noi le cose vanno diversamente. La teoria di questo pensiero, scaturita dalle menti brillanti dei nostri capoccioni del governo, si rivela sempre completamente errata.
Le Ferrovie sono un esempio lampante, un buco nero che continua a tagliare corse e servizi, ma prosegue anche a prender sovvenzioni da stato, regioni, provincie e comuni.

L’esempio di quello che è successo a Parigi è da prender in considerazione assolutamente per tutti i servizi per il cittadino… se non fosse che qua in Italia, le cose statali in realtà non vanno proprio bene, ma a scatafascio.
Insomma siamo nel mezzo di un dilemma, l’orrore attuale o l’orrore speculativo?
Per me non ci sono dubbi, tutto dev’esser gestito dallo stato che, in quanto interlocutore privilegiato di se stesso, può gestire potenzialmente tutto meglio di qualunque ditta ed azienda privata, ove lo scopo principe della sua esistenza è il guadagno,. Mentre lo stato è il popolo stesso ed è un guadagno per se stesso (anche qua, DOVREBBE esser così, ma ci son i magna magna del potere in testa alla filiera).

Comunque sia cento volte meglio che rimanga in mano NOSTRA, ed anche altri servizi, appunto, dovrebbero restar in mano statale.

Cavolo, a Parigi c’è un governo Socialista e si vede.
Mi ricorda molto la mentalità che c’era fin ai primi anni sessanta anche da noi, partendo dalle grandi statalizzazioni di una certa persona, fino alla gestione pro –cittadino di altri.
Ci siamo solo persi per strada, ma anche noi possiamo far le cose in modo corretto.

……………………………… ok ho scritto una stronzata, siamo in Italia…

Ah, l’opera si chiama L’Acqua è Di tutti

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