L’amico dei nemici…

… ieri sera (ore 22.55 italiane) è morto l’amico dei nemici della democrazia, ovvero il presidente venezuelano Hugo Chávez, famoso e noto amico di personaggi scomodi come Ahmadinejad, Gheddafi, Castro, Arafat e tanti altri politici/dittatori/comunisti.
Un terzo del mondo sta esultando, un altro terzo si dice dispiaciuto (vedi USA), ma sotto sotto e nemmeno tanto segretamente stanno stappando bottiglie di spumante (grottescamente californiano come tutti i vini americani), ma probabilmente un terzo ancora di persone lo rimpiange amaramente.

Non voglio scendere nel dettaglio di una persona che possiamo anche definire neo-socialista, ma che in fondo si è comportato in modo un pochetto dittatoriale (tentò anche un golpe militare agli inizi della sua “campagna politica”), ma va riconosciuto che comunque, anche in questo caso specifico, la dittatura ha tolto molte libertà, chiuso giornali, televisioni, espropriato di tutto ai dissidenti e probabilmente fatto sparire anche qualcuno; ma ha anche fatto qualcosa che precedentemente non era mai stato fatto, come far sparire l’analfabetismo, dare una copertura medica statale per tutti (ha importato letteralmente dottori da Cuba per coprire le mancanze del Venezuela), calmierare i prezzi e quant’altro socialmente fattibile con i soldi derivati dal petrolio (delle raffinerie e delle compagnie nazionalizzate). Non fatico quindi a pensare che Chávez sia idolatrato dai suoi poveri sostenitori, visto da loro come nuovo Pater Patrie… quando non si ha molto non si sente troppo la mancanza di libertà d’espressione, se ti danno la possibilità di viver meglio.
Concetto che fa venire i brividi a noi che siamo più agiati (con le pezze al culo ma agiati), ma che non fa una piega in altri ambienti ed ambiti sociali.
Ma quindi era realmente un “nemico” come in molti hanno fatto intendere fin’ora?
E per quali motivi lo vedevamo noi come un nemico? Perchè era riuscito a coalizzare potende del “terzo mondo” tanto differenti fra di loro contro un certo concetto di imperialismo e di multinazionali? Questo non lo so, ripeto, era altamente ambiguo per noi tutti.

Chávez

Ma non è questo il punto specifico che voglio toccare, anche se volevo comunque inquadrare Chávez, secondo i miei parametri, come personaggio ambiguamente considerato dall’occidente.
Volevo far il punto sulla questione delle nazionalizzazioni.
Tralasciando il fatto che non devono esser coatte o con espropri, abbiamo visto che comunque una politica di nazionalizzazione di determinati reparti produttivi, porta allo stato una ingente quantità di denaro (non mi riferisco solo al petrolio che noi comunque non abbiamo), maggiore in portata rispetto a quanto guadagnato nell’immediato dalla vendita di un determinato patrimonio o azienda.
Cosa che da noi si traduce addirittura in una svendita massiccia di tutto quello che abbiamo…
Questo mi manda in bestia, ma veramente tanto, stiamo buttando via una nazione e la stiamo dando in pasto a queste multinazionali che dell’Italia se ne fottono ampiamente.

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