Il caso salva, il caso uccide, il caso ti da colpe che non hai…

…della profonda disperazione della tragedia accorsa la scorsa notte sul molo Giano di Genova, scorrono impressionanti e drammatiche le immagini, i video e le interviste (ci aspettiamo a breve anche il plastico di Vespa a “Porta A Porta”) ai famigliari delle vittime.
SE, è d’obbligo il dubbio, è vero quanto riportato dal corriere in questo articolo, dove va in scena la costernazione della famiglia Potenza di fronte alla morte del loro congiunto a seguito di una non veritiera notizia positiva precedentemente data, allora il “caso” ha fatto per l’ennesima volta qualcosa di orribile.

Il Caos/Fortuna/Caso ha gettato addosso a una persona, non sappiamo ancora chi, quella che definirei angosciante felicità.
Infatti Potenza è morto pur non dovendo esser li. Doveva infatti esser a casa, ma ha dato il cambio turno ad un collega prendendole il posto in ufficio… e di fronte alla morte. Non è un concetto alla “Final Destination” (tra l’altro film di serie F americano), ma qualcosa che segnerà per sempre la vita di questo miracolato.
La certezza di una morte raccapricciante scampata per un non nulla, ma caduta addosso a chi ha preso inconsapevolmente il tuo posto.
Ma come fai ad andar avanti nei prossimi anni?

Io non so proprio come farei, dilaniato dalla felicità d’esser vivo da un lato e dall’altro dalla certezza d’aver concorso in qualche modo alla morte di qualcuno, qualcuno che è morto al posto mio.
Allucinante tutto questo !

Allucinante come e quanto possa influire su una vita la casualità fra morte atroce e angosciante felicità.
Non invidio questo sopravvissuto, perché non sarà un miracolato, ma un paraculato del peggior tipo, ovvero quello che ha fatto della morte di un’altra persona la sua salvezza.
Sia chiaro, non ne faccio a quest’uomo una colpa, figuriamoci, nessuno è indovino e forse, se crediamo tutti al sovrannaturale, o una presenza maligna ha voluto uccidere Potenza, o una benigna salvarne il collega, ma so che la propria coscienza spesso può degenerare in paranoia e darti la colpa di cose nelle quali non hai alcun intervento ed esulano completamente da te e questo può far un male assurdo.

Sospirando e rammaricandomi per i morti, un pensiero va anche ai sopravvissuti e a quanti si daranno una colpa per tutto questo:

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