Sarà meglio un governo militare?

Non sapevo d’esser profetico quando quasi un annetto fa scrissi questo articolo a favore dei regimi dittatoriali, come male minore, recentemente ribaltati ed esautorati dalla così detta primavera Araba.
Citai apertamente anche l’Egitto, terra di antiche tradizioni, ma difficilmente capace, per scarsità di esperienza, a governarsi in modo autonomo.

È di ieri l’inizio della caduta di Mohamed Morsi, eletto nemmeno un anno fa dai Fratelli Mussulmani, che si è dimostrato fin troppo filo islamista e poco laico in uno stato grande e di rilevanza strategica negli equilibri mediorientali.
La maggioranza del popolo, quella laica almeno, lo vuole addirittura morto, per non parlare appunto dell’esercito, schierato apertamente contro questo eccesso d’islamizzazione del paese.

Piazza tahrir

A parte le porcate di Berlusconi e di Ruby nipote di Mubarak, se non ricordo male gli scorsi 30anni di dittatura o di governo di Mubarak videro un Egitto in espansione economica, foriero di molte novità intellettuali, scientifiche e di ricerca (grandi scoperte di archeologia), ma soprattutto ago della bilancia mediorientale, perché, forte di una stabilità interna e di un esercito potente, ospitava sempre colloqui di pace, conferenze, addirittura la sola minaccia d’intervento militare Egiziano nella striscia di Gaza ha mantenuto stabile anche quel teatro di perpetua guerra.
Insomma uno stato di peso internazionale, con istruzione estesa a tutti e, appunto, uno stato laico che permetteva un tenore di vita comune di un certo tipo.

Oggi quello stato non esiste.
Ma non esiste più uno stato nemmeno in Libia, in Tunisia, in Iraq, anche la Turchia sta rischiando grosso in questi giorni, il Marocco per evitare sommosse interne si spinge verso una rivoluzione sociale senza precedenti, creando posti di lavoro ed energia pulita e sponsorizzandosi in tutto il bacino mediterraneo (impossibile non notare la pubblicità del Marocco industriale su ogni canale televisivo) e la Siria è un campo di guerra aperto, con estremisti e pazzi in ogni angolo.
Io mi auguro che in Siria riesca a sopravvivere il governo attuale (cambiando e diventando più aperto, ma che resista) e credo che la pensi nello stesso modo anche la Russia di Putin, pronta a far veto ad oltranza all’Onu.
Sembrerà agli occhi di molti (e so già che in particolare due lettori assidui lo penseranno) un’eresia e forse lo è perché dittature e governi totalitari non dovrebbero esistere, ma di fronte ad un male peggiore, al tornare in dietro di 200 anni con le libertà ed i diritti delle persone (e soprattutto delle donne), di fronte a governi allo sbando ed assolutismi religiosi, penso che sia 100 volte meglio che restino gli uomini forti di governo. Non smetterò mai ad esempio di rimpiangere Saddam e la sua figura di spicco nel panorama politico locale, ove riusciva a gestire e controllare in pratica tutto.

Vi chiedo di entrare nell’ottica di quello che sto cercando di dire ormai da mesi, un’ingovernabilità di questo tipo con tante teste invasate a comando di uno stato senza una guida, son molto peggio, per me, di uno stato compatto, anche sotto il giogo di una sola persona, ma una persona con la quale si può parlare.

Quindi mi auguro che l’esercito possa cacciare Morsi e prendere il potere in Egitto.

Non sono pronti e forse non lo saranno nemmeno fra 50anni per autogovernarsi in modo civile e laico, ma non vedo di questo una colpa da dar loro, noi abbiamo impiegato più di mille anni per liberarci dal potere temporale della chiesa e cavarcela con repubbliche, monarchie ed imperi (quando incredibilmente all’epoca erano gli stati Islamici ad esser più aperti, tolleranti ed illuminati del nostro medioevo). Quindi ci vorrà tempo, ma ora sono solo un pericolo per loro stessi… e per noi.

Queste primavere arabe sanno tanto d’autunno ormai…

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Un pensiero riguardo “Sarà meglio un governo militare?

  1. “…Non sono pronti e forse non lo saranno nemmeno fra 50anni per autogovernarsi in modo civile e laico…”.

    Sarà. Eppure hanno raccolto decine di milioni di firme, ed hanno costretto i militari ad ascoltare loro e non i governanti. Una dimostrazione di democrazia diretta che nemmeno Grillo potrebbe immaginare. Fossimo capaci noi di fare cose del genere: ma noi siamo vecchi e stanchi, è un paragone scorretto.

    Morsi non poteva durare: il tentativo di introdurre la sharia nel sistema legislativo egiziano deve essere andato di traverso a molte persone. Inaccettabile.

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