I 5 perché del… i Tablet son diventati utili a qualcosa…

La tecnologia inevitabilmente fa passi avanti ogni giorno:
Questo perché ci son sempre menti geniali al lavoro, vero, ma soprattutto perché è “il mercato” che lo chiede:
Tutto ciò lo possiamo vedere benissimo nel reparto telefonia, dove ogni settimana esce un nuovo modello, anche se non necessariamente più evoluto del precedente.
In mezzo a tutti questi oggetti tecnologici fanno capolino i Tablet, piccoli oggetti del desiderio che ormai, a mio avviso, son passati dal “alla moda” alla categoria di “oggetti quasi utili”, ed eccone i motivi:

1)        Potenza: Ormai i tablet sono arrivati ad aver una potenza di calcolo ampiamente superiore a quanto precedentemente in possesso da qualsiasi PDA (agende elettroniche e similari), ma anche di molti computer di solo 5-6 anni fa. Inoltre, con l’ingresso di Intel nel segmento tablet con i suoi processori simil-Atom, si ha anche virtualmente la possibilità di far girare programmi di computer che precedentemente erano negati ai processori Arm e similari. Insomma, senza scomodare i surface di Windows, la potenza di un qualsiasi tablet nato nell’ultimo nato sono molto alte e i margini di miglioramento sono ancora notevoli.

2)        Portabilità: L’estrema portabilità dei Tablet da 7-8 pollici, si ritaglia perfettamente quel posto fra i portatili (dai 13 pollici in su) e gli smartphone che, comunque anche loto, tendono a diventar sempre più grandi, con schermi sempre più brillanti. La loro portatilità ha ucciso definitivamente il segmento dei netbook che si erano affacciati nemmeno 10 anni fa sul mercato, trainati da Asus e destinati a chi non poteva permettersi un portatile o non voleva comunque portarselo dietro. Fintanto che i netbook hanno mantenuto una potenza di calcolo nettamente superiore ai tablet, la loro utilità si è mantenuta nel tempo, ma quando i tablet hanno iniziato a fare sul serio (con iPad2 e la serie Galaxy Tab) allora le limitate capacità intrinseche dei netbook (non potevi far girar realmente programmi impegnativi da desktop senza evidenti limitazioni) che soffrivano di porting di applicazioni per macchine più potenti, si son scontrate con un nuovo modo di pensare ai programmi, ovvero le app, più leggere, più dinamiche e soprattutto più facili.
In pratica si assiste all’opposto, con i netbook si è creato un device meno potente e si  son dovuti limitare e depotenziare applicativi sempre più esosi, mentre con i tablet, le app si son evolute con l’evolversi dei supporti.
Tutto questo ha aperto le porte ai tablet.

3)        Mobilità: Come già ampiamente detto in precedenza, i tablet possono offrire ormai un’esperienza quasi a 365° e stanno offrendo, soprattutto ai più giovani ed ai meno ciechi, contenuti multimediali facilmente fruibili ed anche alle giuste dimensioni per un apparecchio portatile (i tablet da 10 pollici sono il limite sintomatico della portabilità). Quello che ha spinto ulteriormente l’utilizzo dei contenuti multimediali in mobilità, è la sempre crescente disponibilità di reti wifi, oltre che a piani tariffari flat consistenti per gli operatori mobili.
Con a disposizione comunque una mole di dati non ancora abbastanza per applicazioni pesanti e per videogiochi di un certo livello, ma più che abbondante per tutto il resto e per lo scambio minio di dati che richiede la maggior parte delle app, la necessità di aver a disposizione buona parte del proprio mondo, della propria vita digitale, del proprio lavoro, dei contatti, dei contenuti e dei propri documenti, ha spinto a ingrandire gli smartphone (che hanno quindi di penalizzante, se se ne vuol trovare un limite, solo le dimensioni) ed a creare i tablet. Tutto (o quasi) a portata di mano, senza fili, senza eccessivo peso.

4)        Espansione: Tutte quelle cose ce mancavano ai tablet son venute da se. Ormai, soprattutto per i tablet e le marche più note, si trovano tutte quelle componenti aggiuntive che mancavano, come atterie esterne, tastiere esterne, custodie, spesso delle vere e proprie periferiche d’espansione, come i surface o la serie Transformer che ha delle docking station che sono fisici upgrade ai tablet, con porte aggiuntive, batteria raddoppiata e tastiera (a seconda dei modelli). Insomma la possibilità di migliorare e personalizzare il proprio tablet è diventata un must, un plus e non una limitazione quando tutto ciò mancava.

5)        Prezzo: Per ultimo, ma non meno importante, il prezzo. Con la serie Nexus di Google ed Asus, il prezzo, prima proibiltivo, di questi tablet, è sceso vertiginosamente, scalzando dal mercato le così dette “cinesate” e lasciando in campo 10-15 competitor su scala globale, pronti a combattersi a suon di ribassi. Certo, l’ultimo device super figo sarà sempre super costoso, ma quello della generazione precedente (6-9 mesi prima) diventa accessibilissimo.
Ormai si trovano anche tablet molto potenti sotto i 199€, una soglia psicologica d’acquisto non indifferente, se non a prezzo ancora minore. Inoltre è anche più facile rispetto ad uno smartphone, trovare tablet ancora sul mercato ufficiale della grande distribuzione, appartenenti a due o tre generazioni precedenti (quindi anche di un paio di anni prima). Insomma tablet di tutti i tipi per tutte le tasche. Gioia e cruccio di tutto questo è l’eccessivo numero di differenti dispositivi sul mercato, che rallenta l’aggiornamento da parte dei produttori, dell’OS (parlo di Android e non di IOS e di Windows) come l’esagerata Samsung, ma i device Google Experience come il Tab 7 ovviano agevolmente a tutto questo (ed è pure uno dei più performanti e meno costosi). Tutto sommato un ricambio decente ed un aggiornamento sufficiente che danno ai tablet una vita media anche di 4 anni potenziale (sempre se non vi fate prendere dallo spendi spendi ed allora non riuscirete a star dietro al loro mercato ed al vostro portafogli), 3 effettiva.

Quindi in sintesi il tablet, anche se è pur sempre qualcosa di superfluo, sa il fatto suo e può benissimo riscontrare i gusti degli utenti, ma non parlo dei gusti d’esibizionismo, ma le necessità che portano un acquirente ad USARE realmente il dispositivo per molto tempo e non come uno dei soliti superflui oggettini tecnologici di moda.

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