Parole pesanti…

Che fosse un uomo di innovazioni e cambiamenti radicali, questo ormai era assodato nella figura di Papa Francesco, ma non passa occasione che non dia prova di quanto oltre ad esser una persona pratica, sia anche una persona che sa ragionare.

In questa “giornata” mondiale della gioventù a Copacabana (ottima location tra l’altro) ha dimostrato d’esser rimasto la stessa persona che era un tempo in Argentina, un prete della gente, indipendentemente dal suo “grado” sempre disponibile ad andare dove serve, a scendere in campo direttamente e, come dicevo qualche giorno fa, è un bene aver a che fare con persone come lui, è quello che serve ora.

Ma forse le parole più pesanti di tutte non le ha dette di fronte alla folla di fedeli in Brasile o nemmeno in una delle baracche delle favelas dove è andato a bersi un caffè ospite di qualche famiglia, ma le ha dette in aereo, di ritorno verso l’Italia.
Sia chiaro, il cristianesimo, ma in genere ogni religione di un certo peso storico, non è una associazione di persone che crea una società con uno statuto redatto da persone, son dei gruppi di fedeli che credono nella parola di Dio, a credenze ed a tradizioni secolari.
Fatto questo doveroso memo è chiaro che posizioni storiche e di fede come matrimoni etero, la confessione, la trinità non andranno mai scalfite e non cambieranno mai e quindi, per andare al punto, non avremo matrimoni gay in seno alla chiesa, ma…
Ma papa Francesco sta tirando delle belle picconate, a modo suo, a molti, come dire, limiti della chiesa.
Lui è il classico uomo che si sente in diritto a lanciare pietre, ma non ritrae la mano e si fa vedere.

Sull’aereo ha detto una cosa veramente importante, con la stessa semplicità di come se stesse parlando di una giornata al mare:

Si scrive tanto della lobby gay. Io ancora non ho trovato nessuno che mi dia la carta d’identità, in Vaticano. Dicono che ce ne siano. Ma si deve distinguere il fatto che una persona è gay dal fatto di fare una lobby. Se è lobby, non tutte sono buone. Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla? Il catechismo della Chiesa cattolica dice che queste persone non devono essere discriminate ma accolte. Il problema non è avere queste tendenze, sono fratelli, il problema è fare lobby

Su questa affermazione, al contrario di quanto molti forumer vedono fra il Corriere, La Repubblica ed altri forum, non vedo l’affermazione come una proposta di redenzione dall’essere gay, come un proclama del tipo “se cercate Dio noi vi cureremo”, ma la vedo più come una affermazione del bene che ci può essere.
Indipendentemente da quello che una persona può pensare (o che io posso pensare) una persona come loro è una persona, fine.
Sta annunciando quello che dovrebbe, anzi, che dev’essere la chiesa, ovvero deve accogliere tutti, non deve discriminare e NON può giudicare.
Mi sembra chiaro ed ovvio che comunque la posizione della chiesa sarà sempre a favore di un rapporto fra uomo e donna, la procreazione, evitare di “fornicare” se non per procreare, in quanto, mi auguro, il pensiero primo di tutto questo è rivolto in primis al futuro della famiglia, ma pensare che in questo periodo oggigiorno ci sia qualche laico che segue tali precetti è come cercare un ago in un pagliaio, insomma son poche le persone. Quindi da tal punto di vista siamo tutti peccatori, veramente tutti e non penso che, parlando di religione, l’esser gay, possa esser peggio di me che trombo alla grande de non sposato.
Quindi nessuno può giudicare in coscienza religiosa nessuno e per tal motivo i gay non devono esse allontanati dalla chiesa e dalla fede se cercano la fede e credono in Dio.
Così è come io ho visto e recepito le parole del Papa, come un enorme passo avanti verso quello che dovrebbe essere una chiesa che accoglie tutti i fratelli.

Per questo non capisco l’astio nei confronti non tanto della persona e del ruolo che ricopre, ma delle parole che sono state dette.
Moltissimi le vedono nel modo che prima ho descritto, ovvero come un insulto verso la libertà e come un tentativo di redimere i gay.
Lo trovo assurdo, perché per me non è così.
Forse sono io che ho capito male, forse sono io che voglio sperare e credere fortemente in un cambio radicale della chiesa (ed in fondo magari Francesco sarà realmente l’ultimo papa di una chiesa Romana troppo inchiodata su dogmi e lontana dai fedeli) e vedo nelle parole e nei gesti di questo papa cose che in realtà non ci sono, ma è realmente grande la voglia di vedere qualcosa di più umano unire le persone.
Non son debolezze, ma virtù e forza.

papa_bergoglio_copacabana

Spero che sia così, che sia un passo verso la fine di una discriminazione non negando più la fede e Dio a nessuno delle persone che lo cerca (e forse molti lo cercano anche più di quanto io non lo pensi o non vi creda fino in fondo).
Se una religione oggigiorno deve esistere ancora, non dev’essere una religione che fa distinzioni o una religione che divide le persone, ma una religione che le unisce e la foto di sopra da l’impressione che possa esser così.

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