La metamorfosi dell’IMU…

IMU si, IMU no… ora Tares plus, super tassa, tassina, tassetta, service tax, tarsu…

L’IMU c’era, ma c’è ancora oggi, ci sarà ancora, si chiamerà Service Tax o Pippo minchia è uguale, non fanno altro che accorpare una tassa precedente in una tassa già esistente, accorpandone gli introiti (4 miliardi di euro) in una tassa già esistente.
In pratica scompare per la prima casa (e tutti a correre a spartirsi le case e le residenze fra i famigliari per non pagare un euro di più) e per le altre si finisce in un calderone più generale.

Ma noi normalmente non paghiamo già abbondantemente i pochi servizi che comune e stato ci offrono? Mi pareva che sulla busta paga di trattenute varie ed eventuali ce ne siano fin troppe, per non parlare di altre tasse suppletive che ci ritroviamo sempre, vedi trattenute regionali giusto per citarne una visibilissima in busta paga. Eppure questa service tax (a ridaje, e chiamarla con parole italiane no?) servirà per pagare non solo lo smaltimento dei rifiuti (dove spesso un box ne produce più di un 4 locali, ma questo è un altro discorso), ma anche servizi che erano e che sono già ampiamente pagati in altro modo.
Che poi sia solo una questione di semantica, nel senso di definizione di una cosa, poco importa, ma almeno spacciare la nuova supertassa “imucontenente” per qualcos’altro non sarebbe poco.

Sono scettico comunque, e in nemmeno 12 ore se ne son lette di cose più o meno contrastanti fra di loro.

Questo circuito virtuoso indicato da letta, ma soprattutto da Alfano, non lo vedo, non vedo un risparmio reale e generale per coprire l’ammanco dell’IMU per la prima casa.
Ripeto, prima casa, perché le altre ci saranno ancora.
Forse la cosa positiva sarà che l’IMU, ultima tranche del 2013, non ci sarà… ma è una novità che arriva proprio quando dovremo pagare l’ultima parte della TARES.
Non sarà che a questo punto la tares sarà massimizzata da tutte le amministrazioni locali? Non so come funziona l’ormai ex tarsu, ma non mi stupirebbe se invece di pagare 40 a dicembre per la tares, ne dovrò pagare 50 se non di più.

Tares

IMU, questa parola blasfema figlia della follia di un governo Monti, fantoccio in mano dei baroni dx e sx, non verrà più pronunciata. In tutta questa chermes assurda dibattuta negli ultimi mesi di governo Letta, si evince soltanto che son una manica di buffoni, varano una legge e poi la cancellano in pompa magna dicendo che era il male e che era colpa di un altro, ma soprattutto si evince che a trionfare è ancora Berlusconi e che andremo ben presto alle urne.
Già, perché berluskaiser si era proposto di cancellare l’IMU (e molti medio-coglioni italiani non capiranno che in realtà se la ritroveranno servita in un’altra tassa perché già esistente) e c’è riuscito.
Quale migliore spot elettorale? Grillo ha perso.

Mi prude il culo, per quanto Alfano dica che non si tratta di una manovra che elimina una tassa con una mano e con l’altra preleva soldi in altro modo, mi prude tanto il culo e pure forte.
Dove sta l’inculata in tutto questo?
E intanto ci dimentichiamo che la stessa Tares è stata ed è tutt’ora una grossa inculata Montiana… si si, cornuti e bastonati. Equo e progressivo… in pratica il governo si lava le mani e demanda tutto ai comuni.

La parola ai giuristi ed agli addetti alla finanza (ed a informazioni maggiori).

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2 pensieri riguardo “La metamorfosi dell’IMU…

  1. L’avvicinare il centro di raccolta al centro di spesa e al cittadino non lo vedo come un fatto troppo negativo. Prima i soldi li dragava il governo e i comuni a spendere (per la consulenza al cugggino dell’assessore sulle specie migratorie del comune) e a piangere di non avere soldi per tappare le buche perché lo stato cattivo non paga. Adesso almeno versi i soldi al tuo comune e la domanda: ma che BIP! di fine hanno fatto, la si può porre al sindaco.
    E’ poco ma almeno…
    Per quanto riguarda il resto concordo con il tuo articolo.

    1. Io temo che per la raccolta in loco, si finisca per avere una tassa che diventa simile alle trattenute regionali.
      Non si sa dove vanno a finire e non si sa quante sono che arrivano, oltre all’idea che, di questo passo, il famoso taglio alle spese ventilato dal governo si traduca in un taglio dei soldi erogati alle casse dei comuni, a prescindere dalle spese che questi devono iniziare (scorporare dal patto di stabilità che così blinda sia la spesa che l’introito dei soldi). Non vorrei che il risultato sarà una riduzione delle spese importanti da parte di quei comuni piccoli che non avranno introiti a suff da spendere.

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