Amici amici e poi ti fotto anche la bici…

La testa di cavallo sulla scrivania ha fatto il suo, la fregatura, come presagito da tempo, era rivolta a me e me la son presa. Ho fatto quello che dovevo fare, rivendermi al meglio e anche di più, parlare con franchezza, senza mezzi termini e con in mano il contratto per tutelarmi o per usarlo come leva finanziaria in caso di “pressioni”.

Quello che ha sortito tutto questo è una nuova realtà lavorativa, che sto già affrontando.
Non posso dire d’esser contento, solo convinto (più che altro dalla scarsità di opzioni a disposizione).
Certo è che l’occasione mi ha fatto conoscere la vera natura di molte persone che lavoravano prima con me, passando da scoperte positive (come quella di persone prima definibili come grosse carogne a causa del comportamento distaccato e duro, ma che alla fine si son rivelate sincere, schiette e con ottime parole di elogio) fino a quelle negative, le maggiori.

Che sia un discorso di mors tua vita mea si sa, il lavoro oggigiorno è sempre più rivolto a questo, ma nessuno di chi è stato a lungo seduto al mio fianco si è rivelato esser una persona non dico amica, ma un compagno di lavoro. Nemmeno era stato ufficializzato, nemmeno me ne ero andato dall’ufficio, che già si stava spalando merda su di me ed il mio lavoro, ma soprattutto iniziavano a formarsi le fazioni che fra di loro si scornavano per i turni, le mansioni e i cazzi da spellare (ovviamente nessuno voleva fare, ma tutti volevano non fare).
Magari adesso se la ridono loro dandomi del cretino, ma forse poi riderò io al posto loro quando altri mi riferiranno che il livello di servizio sarà caduto ai minimi storici e saranno tutti nelle canne.
Molto più probabilmente non me ne fregherà nulla e avrò altro a cui pensare.

Anche senza fare nomi, cosa che comunque non ho mai fatto, non posso giustamente esser più preciso, nominare fatti, persone o aziende varie, ma la situazione è stata realmente tragicomica, fra riunioni improvvise, il cliente che si lamentava ed i collegi che ben prima si remavano contro.

Il più grande guadagno però è stato quello di scoprire chi mi ha fatto le scarpe, chi ha caldamente raccomandato la mia persona per il cambio di team (che continuo a sperare possa rivelarsi un guadagno).
Tale persona ha dimostrato una piccolezza tale da persona che sorride e poi da dietro ti leva il tappeto dai piedi. Anche qua, nulla di nuovo sotto il sole, succede in ogni posto di lavoro, ma ho avuto un riscontro una volta di più di quanto almeno in Italia possa valere non tanto il lavoro e l’impegno per avanzare in merito, ma l’essere o meno il cocco del personaggio di spicco di turno e continuare quindi a vegetare nel tempo.

Va bene così, meglio, via quelle serpi e si incomincia con serpi nuove.
Veramente, vorrei spantegar anch’io merda in ogni dove, far esempi e puntare il dito, ma no, non va bene, ne sono al loro livello, ne è corretto farlo. Mi limiterò a discorrere, non per iscritto, con chi reputerò abbastanza serio ed imparziale da darmi un suo parere spassionato sulla situazione appena passata.

Fatto sta che ho cambiato e sto vivendo una nuova esperienza di lavoro, nuovamente radicalmente diversa da quello che il percorso di studi in architettura mi ha preparato… già…

Il resto delle considerazioni… a dopo, col tempo.

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2 pensieri riguardo “Amici amici e poi ti fotto anche la bici…

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