Aver ragione…

Ci sono situazioni che richiedono un autocontrollo esemplare e certe persone sono in grado di sfoggiarlo con un sorriso, altri a denti stretti, altri si trattengono a malapena, ma altri proprio non sanno come comportarsi.

Personalmente mi vedo fra quelli che resistono a malapena a volte, mentre a volte a denti stretti glisso o faccio sapere la mia, ma in ogni caso mi reputo fra le teste calde che hanno un briciolo di cervello.

Sono conscio che la mole e la rabbia che mi contraddistinguono, mi renderebbero facilmente vincitore di una contesa, ma so con estrema certezza che anche solo alzare la voce e virare i toni di una discussione in toni accesi o addirittura farli diventare insulti, ti mette matematicamente dal lato di chi, certamente, la ragione non ce l’ha.

Ultimamente sembra che la mia vita non conosca un attimo di tranquillità, sempre preso dal lavoro, da impegni inderogabili e da grosse teste di cazzo da pelare. Le migliori di queste, o peggiori, sono quelle che, dall’alto della loro posizione “sociale”, se ne fottono, non ragionano e vogliono aver sempre ragione.
Una ragione inesistente che si ostinano ad osteggiare come un vecchio professore rincoglionito che continua a tritarti il cazzo con punti di vista medioevali.
Tutto questo è stancante, soprattutto quando non hai tempo per dar retta a nessuno all’infuori di quelle già pressanti miriadi di cose che hai da fare.

Eppure a volte mi piacerebbe DA MATTI farmi trascinare in una disquisì verbale con uno di questi personaggi, forte io stesso di un vocabolario vasto e di un pelo d’intelligenza… tutto quello che basta per far pelo e contropelo a questi arroganti. Si, arroganti è l’aggettivo giusto.

Comunque contare fino a 10 non serve più oggi giorno. Servono altri metodi, altre modalità per trascender da se stessi e dalla situazione e non strangolare tutti quelli che ti capitano a tiro.
Lo so che la mia personalità frammentata a volte mi aiuta a superare questo stato in modo automatico, ma trovo più reale soffermarmi sulle motivazioni per le quali non farmi trascinare.
Mi spiego con un esempio. Se il mio “capo” non vuol sentire ragioni su una cosa palesemente a suo “sfavore”, è opportuno o meno proseguire il dibattito verbale o previo lettera?
Semplice, la risposta è no e non serve nemmeno provare a farlo ragionare, tanto, dall’alto della sua onnipotenza, non arriverà mai a miti consigli.
Eppure questo che a freddo sembrerebbe esser fin troppo ovvio, non è per nulla logico in certi momenti.

Per mia sfortuna/fortuna mi son ritrovato troppe volte anche in gioventù in una situazione simile, concausa del mio esser un pochetto schizzato, ove nulla poteva esser spiegato, nemmeno l’ovvio, ma tutto era sbagliato, persino quanto è chiaro e innegabile come il sole.
Non so se ho reso l’idea, ma a volte mi trovo ancora nel limbo di quelli che non sanno se lasciarsi trascinare, forti della verità, in un discorso con chi la verità non l’ha, oppure tacere e non pensarci.

Ma forse credo che finirei per esser cretino allo stesso modo di quelli, osteggiando “una verità”, come se non ci fosse un domani, indipendentemente dal fatto che sia o meno la vera verità.

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