Capitan Harlock, un’occasione fallita a metà…

(se volete vedere il film… tornate qua a leggere e commentare poi)

Assai raramente mi spingo a far “recensioni “ di film o similari, ma il 2014, almeno per me, è iniziato non guardando al futuro, ma al passato, sognando come un bambino le avventure di Capitan Harlock, finalmente al cinema, come è giusto che fosse.
Il fatto è che man mano che il film svolgeva la sua NON trama, i miei occhi smettevano di brillare.

Ma partiamo con ordine.
Capitan Harlock il film, sfoggia una grafica spettacolare, figlia legittima o meno del motore grafico della serie di videogiochi Final Fantasy. Animazione pregiata, astronavi realistiche e personaggi all’altezza (il volto si vede che è animato grazie alla motion capture) sono il punto forte di questa produzione cinematografica. Un punto forte che bene o male fanno passare in secondo piano alcuni eccessi, come uno Yattaran eccessivamente alto e forzuto, un Tochiro troppo bello per esser vero, una Meeme troppo elica per esser una discendente dei Nibelunghi, la mancanza di Esmeralda, Tadashi , Il dottor Zero, Masu, una Arcadia rivista, con un botto di cannoni, una struttura posteriore eccessiva, una costruzione di “serie” poco realistica (l’Arcadia non è classe Death Shadow, la Death Shadow è un’altra nave comandata da Harlock. E così via.

capitan-harlock-film-2013

Già, perché il punto è proprio questo, Capitan Harloch è un remake eccessivo, che spazza via completamente (o quasi) tutto quello che è il mondo di Matsumoto. Le discrepanze sono altissime e se, fino alla metà del film, uno può pensare che il tutto sia traslato in un futuro dove la truppa di Harlock è tenuta in vita da questa mirabolante materia nera, dopo ti accorgi che è tutto assurdo non solo per esser un film su Capitan Harlock, ma assurdo anche per essere un film a se.

Ad esempio:

  • I Nibelunghi non sono la sola razza che gli umani hanno trovato nel cosmo. Ce ne sono altre, tante, troppe per esser dimenticate, soprattutto le Manzoniane, primi grandi nemici dell’Harlock storico, oppure l’impero di Deslar combattuto dalla Yamato oppure tutte le razze viste sul GalaxyExpress999 e così via, un mondo cancellato e ridotto ai soli Nibelunghi.
  • I nibelunghi… storicamente si mettevano in un periodo quasi iniziale, certamente prima della morte di Tochiro, quindi questo può far sperare in una ambientazione molto POST, ma così non è.
  • Harlock sembra esser causa sola ed assoluta della distruzione della Terra, risultando così troppo “cattivo” e molto instabile mentalmente, dato che non lo rende noto a nessuno prima degli ultimi 15 minuti del film, cosa assurda, perché non è questo Harlock.
  • Harlock è troppo esterno alla storia, entrandoci solo verso la fine come un personaggio tanto mitico da sembrar effimero ed irraggiungibile, addirittura immortale in questo film per via delle proprietà particolari del motore a materia nera, mentre l’Harlock classico è si un mito, ma molto presente e, in un certo verso, un logorroico chiacchierone a confronto di questo.
  • Le bombe che sta cercando di piazzare nel cosmo per cercare di tornar indietro nel tempo e riparare al suo torto… molto alla Wakfu, ma soprattutto ha rubato a piene mani dalla storia della Yamato e di Deslar o anche dai Radiofari delle Manzoniane, insomma un mischiotto di tante cose, Star Wars compreso.
  • La trama non ti porta da nessuna parte, ti lascia li, con ben due Harlock nell’Arcadia, ed una storia che non finisce, che non ha un capo nemmeno a piangere, non ha un senso alcuno se non che potrebbe esserci un seguito (e mi auguro di no), ma un seguito peggio che Il signore degli anelli, li almeno ogni sotria si regge su se stessa film dopo film, qua in Capitan Harlock sembra proprio che si sia tagliata una scena, come un fumetto che si interrompe a metà senza nemmeno le pagine con le scene finali di intramezzo fra un capitolo e l’altro. Troppo assurdo. E penso che se Matsumoto ne è rimasto entusiasta, è solo perché oltre alla sua proverbiale confusione, anche la vecchiaia inizia a bruciarlo.
  • La fisica del mondo di Harlock è trasformata. Niente più Onde moventi, niente più meccaniche fusion di un mondo si futuristico, ma in fondo molto alla cowboy, una Arcadia che in realtà anche se vista più e più volte sullo schermo, resta troppo in disparte, un’anima di Tochiro che fa realmente poco o nulla, perdendo così il rapporto strettissimo fra Harlock e la sua nave, sostituito da un semplice “Harlock ha assorbito materia nera e senza di essa, quindi della nave, del motore e di Meeme, crepa”

 Insomma di cose per le quale storcere il naso ce ne sono a centinaia, ma la maggiore è che hanno distrutto il finale del film bruciandosi tutto in pochissime scene senza senso.
Per molti potrà sembrare in qualche modo coerente con la confusione mentale di Matsumoto (e chi ne ha letto i fumetti sa di cosa sto parlando), ma comunque troppo radicalmente diverso.
Harlock ne viene fuori veramente male, con le ossa rotte da questo confronto con i 3 Harlock precedenti, non tanto per il suo stile (quello resta superbo) ma perché è lui in realtà la causa scatenante del tutto, non come paladino della libertà da perseguitare, ma come psicotico represso da incatenare.
In fondo questa GAIA anche si contrappone al gruppo di pirati, non sembra nemmeno il gruppo dirigenziale moscio e corrotto dei fumetti di Matsumoto, ma… sembrano quasi esser nel giusto.
Che ormai si sia perso tutto il filone di critica post guerra mondiale che Matsumoto riversava nei suoi fumetti contro i politici reali, l’imperialismo ed il consumismo Americano, è lampante e palese, forse inutile oggigiorno, ma era il fulcro principale, la pietra d’angolo ove si costruivano tutte le storie dell’abile fumettista, Harlock in primis, perché era un simbolo di libertà.
Libertà tanto sventolata nei primi 10 minuti del film, quanto mai più centro del film stesso in seguito.

Insomma, un’occasione persa per far rinascere il Capitan Harlock dei nostri sogni, che si è trasformata in un ennesimo film pseudo-epico a favore di chi Harlock non l’ha mai visto e che probabilmente non lo vedrà mai, soprattutto nel caso di un ipotetico sequel di questa nuova saga.
Capitan Harlock diventa Capitan Harlock quindi, un pirata sbiadito, anzi, troppo in ombra (anche letteralmente parlando) per poter esser il protagonista di questo film (ed infatti non lo è).
Un’occasione fallita a metà, dove la metà buona è la qualità grafica e, comunque sia, il character design di personaggi e la parte cattiva tutto il resto. Per carità, questo film ci può stare (anche se la storia che lo regge è comunque floscia e monca nel finale) ma per i veri appassionati del genere è un colpo basso, soprattutto per come appare Harlock, che in definitiva… è il peccato capitale.

Vi ricordate il ritornello della sigla italiana?

Fammi rubare Capitano un’avventura
dove io son l’eroe che combatte accanto a te,
fammi volare Capitan senza una meta
tra i pianeti sconosciuti per rubare a chi ha di più”

… beh, questo film a me la voglia l’ha fatta passare…

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