A proposito di cibi spazzatura… il mantra dell’EAT LOCAL…

… non molto tempo fa son andato letteralmente all’altro capo del mondo, l’Australia ed ho visto che il paese, come tutti gli altri del resto, è affetto dalla cibodimerdite, malattia che si manifesta con la forte presenza di fastfood e posti orribili ove mangiare. Merdonald, fast food, cinogiapponesi (che comunque son migliori dei nostri), indiani e tailandesi ne fanno da padrone. Purtroppo, per via dei prezzi alti del cibo in Australia, all’inizio ci siamo “piegati” a mangiare cibo spazzatura, ma nell’arco di soli 2 giorni ne eravamo già pieni. Non che questo ci abbia impedito di mangiare cibo spazzatura nei giorni successivi, perchè alcune volte l’alternativa non esisteva (sfido te a trovare un buon ristorante in pieno deserto), ma ci siamo impegnati sempre di più a cercare posti alternativi. Certo, definire “alternativa” la cucina del luogo è una boiata, ma purtroppo, come sta succedendo anche da noi in Italia, nei posti di passaggio trovi solo robaccia e quindi ti devi impegnare a cercare quei posti più appartati………………………………………….. dove mangia la gente del luogo. Eh si, esatto, dove mangia la gente del luogo, concetto che vale anche per noi, ma con una differenza, l’80% degli Australiani (con la A maiuscola), mangia bene ed anche alla mediterranea. Ci siamo chiesti come fosse possibile mangiare il pesce più buono mai mangiato in vita nostra e trovarlo al porto di Sidney, oppure piatti degni di un ristorante 4 stelle con insalata novella e condimenti validi, su un’isoletta come Kangaroo I. Oppure, sempre su quell’isola, trovare un miele fantastico (api Liguri con una storia tanto strana che è da li che le hanno importate di nuovo gli allevatori italiani durante l’ultima moria nel nostro paese) ecc… ebbene, EAT LOCAL primeggiava in ogni angolo dell’Australia.

EAT LOCAL è la parola magica che fa star bene gli Australiani, senza importazioni e con una qualità che iniziamo a sognarci qua in Italia. Carne, pesce, vini e sopratutto verdura dell’Australia in ogni dove, in ogni piatto che valga la pena di mangiare, in ogni supermarket. EAT LOCAL è come un mantra per gli Australiani, peggio dei cartelloni stradali che in italia indicano il prossimo Merdonald a portata di ruota, la i cartelloni del cibo locale infestano dalle autostrade a 5 corsie ai vicoli bui delle città. Master Chef Australia è solo uno dei tanti programmi di cucina che spopolano la e che vengono trasmetti ai bai e nei ristoranti, ma a differenza dei programmi nostrani, la si insegna si a fare una ricetta, ma si valorizza mostruosamente la buona, la sana e la cucina locale.

Incredibilmente la nostra avventura culinaria australiana dopo i primi 2 giorni (e salvo forzate eccezioni) è virata direttamente verso sapori nuovi e una cucina sana. Indimenticabile il tè locale o i manicaretti mangiati nella giungla a Daintree (Cape Tribulation). Non vorrei dire eresie, ma forse è quella la nuova patria della cucina mediterranea. Un posto con scarse qualità e con poca storia in cucina alle spalle, che si sta affrancando dal cibo spazzatura.

Esattamente il contrario di quello che stiamo facendo noi, sempre più schiavi di merdate tossiche, basta che ci sia scritto che contengono pochissime Kalorie (ma ci intasano di conservanti e ritrovati chimici che non permetteranno la decomposizione del nostro cadavere nemmeno dopo 10 anni sotto terra).

Sinceramente, tornando da quel viaggio ho impatato ad apprezzare ancora di più la Coldiretti di zona e felicemente mi alzo il sabato alle 7 per andare a fare la spesa EAT LOCAL del mio piccolo e lo farò sempre di più.

Ah, nota a margine… non è che prima mi cibassi di schifezze, son sempre stato uno che ama cucinare bene, ma mettendo l’accento sul cibo “fresco” e locale… non è che le emicranie delle quali soffro da quando son nato, si son ridotte di intensità?

Secondo voi per quale motivo?

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