Fertility Day… a meta’ fra la cosa buona e la cagata

C’è chi ha bellamente paragonato Il Fertility Day ai proclami fascisti del ventennio, proclami atti a portare braccia nuove per la patria… si vabbbbbbbeh, come no, subito a dire che una boiata, qualsiasi boiata, è ancestralmente paragonabile al ventennio.
A parte questo, la campagna per il Fertilità Day che è in corso in questi giorni, ma si riferisce ad una data di novembre, è effettivamente una bella cazzata.
Bella cazzata perché’ l’idea non è malvagia. Effettivamente stiamo incorrendo in un periodo dove gli italiani non hanno più di un figlio e spesso molte coppie non ne hanno. Rimaniamo abbastanza stabili come popolazione grazie all’arrivo dei più prolifici immigrati (i nuovi proletari europei).
Quindi porre un accento sul problema della fertilità e sulla coppia è DOVEROSO.
Infatti sottolineare che stili di vita errati portano ad essere sterili, è a mio avviso una campagna alla pari della lotta al fumo e questo è innegabile, come anche “suggerire” di aver figli prima dei 40 anni è ugualmente un punto di attenzione su eventuali problematiche e malattie che possono arrivare oltre i 40 anni.

PUNTO, FINE.

Cazzata lo è perché’ non solo viene puntato il dito su atteggiamenti e stili di vita non proprio sani, ma addirittura sembra che si punti il dito contro le “giovani” coppie che per motivi futili non hanno o non vogliono aver figli.
E qua mi sale la carogna.
Non è che le persone non vogliono aver figli, è che non possono farlo.
Con quale leggerezza mentale puoi buttarti nell’impegno di aver un figlio, quando non hai un lavoro stabile? Come fanno le donne di oggi con contratti a termine a pensare ad una gravidanza, con il rischio di non trovare più il loro lavoro al rientro? Come è possibile anche per un uomo pensare di aver un figlio quando ogni anno si cambia lavoro, si perdono nuovamente le tutele già scarse di un Job Act ridicolo e si rischia da un giorno con il seguente di non aver di che sfamarlo un figlio? Ma se è già un azzardo sposarsi di questi tempi!?! Per non parlare dei NON mutui per comprare casa o dei tassi da strozzini dei prestiti delle banche.
Quindi i motivi, nel buon 70% dei casi, son da rivolgersi proprio alla scarsa attenzione dalla parte dello stato e delle politiche sociali merdose dello stesso, dove o non possiedi una scarpa, e allora (giustamente) non paghi asili e co (sempre per fare un esempio), altrimenti ti trovi a pagare quasi uno stipendio per mandare un solo figlio all’asilo e poter lavorare entrambi per mandar avanti la casa, pagando sempre per tutto, fascia per fascia, ma finendo inevitabilmente a impoverirsi perché’ 2000-2200 euro al mese sembrano tanti, ma sono due persone a lavorare (a stipendi ridicoli), un mutuo da fai 600 euro, un asilo da 600 euro al nord e già arrivi a 1000 euro per utenze e tutto il resto.
Le politiche vanno cambiate……. Ma questo è un altro discorso.
Ecco quindi un articolo valido che spiega meglio la polemica di questi giorni sul Fertility Day.

Chiudo con un bel banner inventato da non so chi’, ma che inquadra perfettamente quanto da me detto poco fa.

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