A new DISCOVERY.

Mi son lasciato trascinare dall’entusiasmo e ho visto subito ieri le prime due puntate della nuova serie dell’universo di Star Trek , ovvero Star Trek Discovery.
Le premesse sono ottime, del resto un budget a puntata di oltre 8 milioni di dollari si vede fin da subito, dalla grafica delle ambientazioni fino al trucco dei personaggi e si vede subito che qualcosa, almeno nelle due puntate pilot, qualcosa e’ cambiato.
Non e’ difficile notare infatti che il clima sulla USS Shenzhou pur rimanendo familiare sotto certi aspetti, vive delle tematiche attuali ove i ruoli sono piu labili, anche meno marcati di Enterprise.
Aver come ideatori e sceneggiatori Bryan Fuller, Alex Kurtzman e’ una speranza che il prodotto in questione sia legato a doppio filo a modalita’ e tematiche piu fedeli rispetto alle boiate dei tre ultimi film, e infatti si ritorna pienamente nella continuity ufficiale, senza se e senza ma (e Sarek da una certezza maggiore a tutto questo).

Vero anche che la tecnica cinematografica con la quale e’ stato girato il primo doppio episodio e’ estremamente simile appunto ai film in questione, ma i bum bum, bang bang, sono limitati allo stretto necessario. Asfetto di vedere le navi al loro interno e le meccaniche della flotta stellare appena nata e, magari, un Archer ammiraglio.
Positivo anche il remake dei klingon, piu’ di ambientazione (un filino egiziana dovrei dire) che visivo, ove alla fine fisicamente assomigliano ad un incrocio fra Klingon classici e i Remani del film La Nemesi.
Ma puo’ esser presa come una evoluzione del trucco (come il passaggio dei Klingon di Star Trek a quelli di The Next Generation) ove sara’ comunque facile rivedere i klingon classici (aggiungendo i capelli che magari sono propri delle classi non guerriere) e anche degli ibridi alla Torres, se verra’ mantenuta l’idea dei klingon modificati per sembrare piu umani e piu simili ai klingon di Kirk e compagnia… un pelo intrigato non trovate?
In dieci anni di storia (che separa Discovery dalla serie classica) cambieranno molte cose e spero non ci saranno forzature ma, anzi, riferimenti continui a personaggi che stanno crescendo ed arrivando, come il capitano Pike ad esempio.

Insomma le premesse sono buone, anche se la voglia di strafare graficamente potrebbe rischiare di cozzare con lo “stile” che cronologicamente dovrebbe esser usato dalla federazione solo 10 anni dopo le avventure di Discovery. Insomma puo’ andare e puo’ appassionare i Trekker piu incalliti come me, ma lo spazio si manovra e’ limitato.

Star Trek Discovery sapra’ riportarci nel mondo di Roddenberry ?

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