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Paralimpiadi Rio 2016


Sono ormai terminate anche le Paralimpiadi di Rio 2016 e per giunta con un bel bottino (segue il confronto). Eppure anche se sui canali secondari di Rai sport e’ stato possibile seguirle, la loro sponsorizzazione a livello mediatico e’ stata realmente una ciofeca.
Pochissimi sono stati i reportage nei  telegiornali e la copertura dei giornali e’ stata ridicola, non solo nei confronti del calcio, ma anche nei confronti delle Olimpiadi per normodotati.
Insomma ennesima dimostrazione di quanto in Italia tutto quello che non si chiama CALCIO valga meno di 0, e se non sei un normodotato vale ancora di meno.
Non dico che siano passare nel dimenticatoio, ma in pochi hanno dato la giusta attenzione all’evento, io stesso ho visto poco ed ho preferito i riassunti giornalieri alle gare vere e proprie, complice appunto il fatto che… non sapevo o non ricordavo quando fossero le gare.
Comunque sia ecco il confronto:

Olimpiadi di Rio 2016: 8 ori, 12 medaglie d’argento, 8 di bronzo, per un totale di 28 medaglie (un buon bottino rispetto alle precedenti edizioni).

Paralimpiadi di Rio 2016: 39 medaglie, con 10 medaglie d’oro, 14 d’argento  e 15 di bronzo.

…direi che forse nelle Paralimpiadi siamo andati meglio e valeva anche vederle, che ne dite?
Questo articolo racchiude anche delle belle foto. Leggetelo !


Porto avanti questa bozza ormai da tempo, perché’ è da tempo che mi sento estremamente stanco, sia fisicamente che spiritualmente.
Ma noto che questa sensazione pervade molte persone a me vicine, per i più disparati motivi.
Ma non è sui motivi che mi sto soffermando, ma sul senso di stanchezza generale e generico che inevitabilmente va a castrare la nostra vita.

Credo che fondamentalmente ormai si sia su ritrami troppo alti per poterli reggere a lungo>
Se un’attività, in particolar modo quella lavorativa, è ad esempio ad un valore medio, tale valore può esser mantenuto a lungo in quanto non intacca eccessivamente la nostra energia e la nostra voglia di fare. D’altro canto possiamo comunque spingerci spesso a valori molto più alti di impegno e di tempo dedicato ad una data attività, questo grazie all’alta adattabilità di noi esseri umani.
ma per un breve periodo.
Come in un motore si può avere uno spunto a velocità massima per un dato tempo, questo comporta ad un’usura maggiore del motore stesso oltre che a consumi più alti.
Continuando ad usare il motore come esempio, il serbatoio di tale motore è un dato invariabile (in capienza), nel quale varia il contenuto.
Se quindi ci assestiamo su livelli medi d’uso, possiamo arrivare ad una determinata distanza temporale, mentre se sforziamo il motore, la distanza temporale d’uso diminuisce a volte anche drasticamente.

Ebbene, forse i motori delle nostre automobili sono trattati meglio di quanto siamo trattati noi, in quanto non ci pensiamo nemmeno ad usarli al massimo per ore e giorni e in più, se lo facciamo, ci fermiamo spesso a rifornirli.
E manco per il cazzo che a noi succede la stessa cosa. Anzi, le pause in giornata, le ore di permesso, le giornate di ferie e gli stessi periodi di malattia e le ore di sonno sono sempre di meno. Sempre al 110%, sempre per un botto di ore di continuo, per giorni e giorni di fila.
Io mi ricordo quando anni fa ho iniziato a lavorare, la grinta e la forza che portavo ogni giorno in ufficio.
Ora al contrario arrivo a casa e guardo mia moglie, stanche anche lei, e non vediamo l’ora di andare a dormire.
Certo, ho sempre in serbo mille energie ed idee e spesso prendiamo ed usciamo, ci dedichiamo a qualcosa, ci dedichiamo a noi, ma è sempre meno.

Sono stanco in generale ed è questo il problema. Fossi stanco nello specifico di qualcosa ci lavorerei per sistemarla, ma non sempre ci riesco.
E mi ritrovo qua, stanco.
Aspetto solo di capire quando e se mi arriverà un esaurimento, ma intanto il mio corpo qualche dolore o problemino lo sta già manifestando.

Il nemico comune?


A volte mi soffermo a pensare ad un film, tratto da un fumetto, ovvero Watchmen, popolato da persone che si vestono e si atteggiano da eroi, pur essendo comunque persone normali (a parte uno).
La bellezza di questo film/fumetto, sta nell’estrema umanità dei personaggi, umanità espressa particolarmente bene nelle loro debolezze e nei loro vizzi. Eppure, per quanto adori navigare nel torbido della mente umana, quello che mi ha fatto fermare oggi a ragionare è la teoria del nemico comune.

La storia umana è piena di casi ove fazioni distanti politicamente fra di loro si sono alleate contro un nemico comune. Recentemente in molti si stanno coalizzando contro lo Stato Islamico, anche se questo non sta impedendo alle fazioni opposte coinvolte di attaccarsi talvolta vicendevolmente. (Russia, Turchia, Curdi, Assad ecc…), ma un nemico comune veramente “totale”, che esso sia umano, non umano, alieno o climatico non si è mai visto.
Eppure queste congetture sul nemico comune si son spesso trasformate da un’idea ad una rappresentazione, come appunto Watchmen o Indipendence Day, ma mai ho sentito qualcosa cambiare. Eppure almeno io qualche domanda me la pongo.

Veramente serve un nemico comune per coalizzare definitivamente l’intera umanità per pensare ad un bene comune? Non vi sono alternative valide e non politiche per fare passi avanti verso un’unità reale globale che contempli una tolleranza generale? Oppure questa utopia porterebbe all’annullamento di molte identità sociali e unitarie a favore di un unico modello magari non condivisibile?
Forse sta proprio nell’identità di questo fantomatico nemico del genere umano la tipologia del  catalizzatore che porta all’unione dell’umanità. Magari un’opportunità come il Primo Contatto fra Vulcaniani e Terrestri in Star Trek.

Fatto sta che mi sento confuso e disorientato. Se da una parte mi trovo contrario alla mescolanza coatta di usi e costumi (non intendo immigrazione e razzismo, ma una più problematica “confusione d’identità sociale”, dall’altro ne ho decisamente le palle piene di questa situazione che si protrae da quando l’uomo moderno ha… sterminato i Neanderthal e una soluzione può venire proprio o da una opportunità o da un nemico comune.

Cosa potrebbe quindi coalizzarci ora, di reale, niente fantasie o fantapolitica, ma reale bisogno, cosa può renderci un unico pianeta fatto di popoli che convivono?